USA: ESECUZIONE PIU’ VICINA PER BRITANNICA LINDA CARTY

18 settembre 2009: la cittadina britannica Linda Carty potrebbe essere giustiziata nei prossimi mesi in Texas, dopo che il suo appello Ë stato respinto da una corte d’appello federale.
Pur riconoscendo che la donna, in occasione del processo per omicidio nel 2002, ha ricevuto una difesa inadeguata, la Corte del Quinto Circuito di New Orleans si Ë rifiutata di rovesciare la decisione della giuria di imporre la condanna a morte.
Alla 50enne Carty non resta ora che presentare appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La britannica Ë stata riconosciuta colpevole di aver preso parte al sequestro e omicidio di una donna di 25 anni, cui avrebbe cercato di sottrarre un neonato.
La scorsa settimana la Carty ha rivolto un appello al premier britannico Gordon Brown e all’opinione pubblica inglese affinchÈ si mobilitino per salvarle la vita. (Fonti: Telegraph.co.uk, 19/09/2009)

14 gennaio 2009: un uomo riconosciuto colpevole di tre omicidi Ë stato giustiziato in Texas mediante iniezione letale. Quella di Curtis Moore, 40 anni, Ë la prima esecuzione praticata negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno.
All’inizio della settimana, la Commissione texana per la Grazia e la Libert‡ Condizionale aveva respinto la sua richiesta di grazia, basata sulla possibilit‡ che Moore potesse essere affetto da ritardo mentale ed incompatibile quindi con la pena di morte.
In precedenza, ricorsi basati sul possibile ritardo mentale erano stati respinti dai tribunali.
A Moore erano stati attribuiti tre omicidi, commessi nel novembre 1995 a Fort Worth per motivi legati allo spaccio di droga. Moore Ë il primo di sei detenuti la cui esecuzione Ë prevista questo mese in Texas. (Fonti: ANSA-AFP, 14/01/2009)

USA: CORTE AJA, CON ESECUZIONE MEDELLIN VIOLATI OBBLIGHI INTERNAZIONALI

19 gennaio 2009: la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja (ICJ) ha stabilito che gli Stati Uniti hanno violato i propri obblighi internazionali avendo giustiziato il cittadino messicano Jose' Ernesto Medellin senza avere provveduto alla revisione del suo caso.
Per i giudici del massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite, la sentenza con cui l’ICJ ha ordinato nel 2004 agli Usa la revisione delle condanne capitali di 51 cittadini messicani resta vincolante.
Per i giudici Onu gli Usa hanno infatti violato la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari non informando i cittadini messicani del loro diritto di ricorrere all'assistenza legale del proprio consolato.
Medellin Ë stato giustiziato in Texas mediante iniezione letale il 5 agosto 2008, essendo stato riconosciuto colpevole dell’omicidio e stupro di Elizabeth Pena, 16 anni, commessi a Houston nel 1993.
Il presidente George W. Bush aveva ordinato al Texas di rivedere il caso di Medellin, tuttavia la stessa Corte Suprema Usa ha stabilito che Bush non ne avesse alcuna autorit‡.
“Ci sono ancora 42 cittadini messicani … i cui casi devono essere riesaminati”, ha detto Joel Antonio Hernandez Garcia, consigliere giuridico del Ministero Affari Esteri del Messico.
Gli Stati Uniti sostengono di essersi attivati per rispettare la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, ma che tuttavia non possono obbligare i tribunali dei singoli stati a rivedere i casi in questione.
Nonostante alcuni stati della federazione abbiano accettato di riesaminare i casi, il Texas sostiene che i propri tribunali non possano sottostare alla sentenza dell’ICJ. (Fonti: Reuters, Bbc, 19/01/2009)

OKLAHOMA (USA): GIUSTIZIATO DOPO 14 ANNI NEL BRACCIO DELLA MORTE

22 gennaio 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale in Oklahoma, nel Penitenziario di Stato.
Darwin Demond Brown, 32 anni, era stato condannato a morte per aver ucciso il commesso di un negozio, Richard Yost, a colpi di mazza da baseball, nel corso di una rapina avvenuta a Tulsa nel 1995.
Pur riconoscendo le responsabilit‡ del proprio assistito, l’avvocato difensore James Hankins aveva chiesto alla Commissione per la Grazia e la Libert‡ Condizionale statale di risparmiare la vita di Brown, considerato che aveva 18 anni all’epoca del crimine. Il 7 gennaio la Commissione ha negato la grazia.
Brown era stato riconosciuto colpevole dell’omicidio insieme ad altre tre persone:
Michael L. Wilson, 33 anni, Billy D. Alverson, 37, e Richard J. Harjo. I primi due sono stati condannati a morte e sono in attesa di essere giustiziati, il terzo – che aveva 17 anni all’epoca dell’omicidio - Ë stato condannato all’ergastolo senza possibilit‡ di liberazione. (Fonti: Ap, 22/01/2008)

TENNESSEE (USA): GIUSTIZIATO DOPO PIU’ DI 20 ANNI NEL BRACCIO DELLA MORTE

4 febbraio 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale in Tennessee, dopo aver trascorso pi_ di 20 anni nel braccio della morte.
Steve Henley, 55 anni, era stato condannato a morte per aver ucciso nel 1985 una coppia di anziani, Fred e Edna Stafford, di 64 e 67 anni, ed aver dato fuoco alla fattoria in cui i due vivevano. Un'autopsia eseguita sul corpo della donna verifico' che Edna Stafford era ancora viva quando fu appiccato il fuoco.
Henley, che fu arrestato nel 1986, ha trascorso piu' di 20 anni nel braccio della morte del Carcere di Massima Sicurezza di Riverbend, a Nashville, e si e' sempre proclamato innocente.
"Mi piacerebbe poter dire che la mia morte vendica la morte di Fred e Edna", ha detto Henley nella sua ultima dichiarazione prima dell'esecuzione, "ma non Ë cosÏ".
E' la prima esecuzione in Tennessee dal settembre 2007.
Nel febbraio 2007 le autorit‡ statali decisero di sospendere le esecuzioni ed il governatore Phil Bredesen ordinÚ una revisione delle procedure con cui il Tennessee amministrava la pena capitale. La moratoria Ë stata revocata nel maggio 2007. (Fonti: ANSA, Cnn, 04/02/2009)
NEW MEXICO (USA): PARLAMENTO VOTA PRO ABOLIZIONE

13 marzo 2009: il Senato del New Mexico ha approvato 24-18 un disegno di legge che abolisce nello stato la pena di morte, sostituendola con l’ergastolo senza condizionale. Il disegno di legge, che era gi‡ stato approvato l’11 febbraio dalla Camera, passa ora alla firma di ratifica del governatore Bill Richardson, Democratico, che perÚ non ha fatto ancora sapere se dara' il via libera oppure porr‡ il veto.
Sono due i detenuti nel braccio della morte del New Mexico, tuttavia la legge non ha valore retroattivo e non si applicherebbe quindi alle loro condanne. (Fonti: ANSA, Ap, 13/03/2009)

TEXAS (USA): DODICESIMA ESECUZIONE NELLO STATO DA INIZIO ANNO

11 marzo 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale nel penitenziario texano di Huntsville. Si tratta di Luis Salazar, 38 anni, riconosciuto colpevole di aver ucciso a coltellate una ragazza 28enne, Martha Sanchez, che aveva tentato di stuprare introducendosi nella sua abitazione.
L’omicidio avvenne nel 1997 a San Antonio, Texas.
La Corte Suprema degli Stati Uniti aveva respinto il suo appello finale nello scorso giugno.
Quella di Salazar Ë la seconda esecuzione in Texas in meno di una settimana e la 12a nello stato dall’inizio dell’anno. Dal 1976, anno in cui la Corte Suprema Usa ha riammesso la pena di morte, sono 435 le persone messe a morte in Texas. (Fonti: AFP, 11/03/2009)

USA: ABU-JAMAL, CORTE SUPREMA NEGA NUOVO PROCESSO

6 aprile 2009: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di un nuovo processo per Mumia Abu-Jamal, un nero gia' condannato a morte per l'uccisione di un agente di polizia, David Faulkner, un bianco, avvenuta a Filadelfia nel 1981.
La Corte Suprema ha deciso infatti di non accogliere la richiesta dei legali di Abu-Jamal, diventato nel corso degli anni un simbolo dell'opposizione alla pena di morte, secondo i quali erano stati sistematicamente scartati, durante il processo, i giurati afro-americani.
Si trattava probabilmente dell’ultimo tentativo per Mumia – nel braccio della morte in Pennsylvania da 27 anni e sempre dichiaratosi innocente - di ottenere un nuovo processo.
In un altro ricorso lo stato della Pennsylvania ha chiesto alla Corte Suprema Usa di annullare la decisione presa l'anno scorso da una corte d’appello, che pur riconoscendolo colpevole, aveva annullato la condanna a morte di Mumia. Nuove udienze per stabilire la pena potrebbero portare i giurati ad optare per una condanna all’ergastolo.
Ex giornalista radiofonico, militante delle "Black Panthers", movimento rivoluzionario afro-americano creato nel 1966 negli Stati Uniti, Mumia ha oggi 54 anni. (Fonti: ANSA, 06/04/2009)

TEXAS (USA): DUECENTESIMO GIUSTIZIATO DAL 2001

2 giugno 2009: Terry Lee Hankins, 34 anni, bianco, Ë stato giustiziato in Texas mediante iniezione letale. Si tratta della 200a esecuzione autorizzata dal Governatore Rick Perry, entrato in carica nel 2001.
Circa tre dozzine di persone hanno manifestato contro Perry davanti al penitenziario, il doppio delle persone che di solito protestano contro le esecuzioni. Hankins era accusato di aver ucciso il 26 agosto 2001 la ex moglie, Tammy, 34 anni, e i figli della donna, Devin Galley, 12 anni, e Ashley Mason, 11 anni. Dopo essersi barricato in casa, si era arreso, ed aveva confessato alla polizia di aver ucciso, un anno prima, anche il padre Earnie Lee Hankins, 55 anni, e la sorellastra Pearl "Sissy" Stevenstar, 20 anni, dalla quale aveva avuto un figlio e che era di nuovo incinta di lui.
Hankins diventa il 16_ giustiziato di quest’anno in Texas, il 439_ da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 30_ dell’anno negli USA, e il giustiziato n_ 1166 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni. (Fonti: Associated Press & Rick Halperin, 02/06/2009)
NEW MEXICO (USA). SI’ DELLA CAMERA AD ABOLIZIONE PENA CAPITALE

11 febbraio 2009: la Camera dei Rappresentanti del New Mexico ha approvato con 40 voti favorevoli e 28 contrari un disegno di legge che abolisce nello stato la pena di morte, sostituendola con l’ergastolo senza condizionale.
Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Gi‡ due volte in passato, nel 2005 e 2007, la Camera dei Rappresentati aveva approvato provvedimenti simili, che non erano perÚ passati al Senato.
Questa volta i sostenitori del disegno di legge sperano in un diverso esito finale, dal momento che nel Senato statale ci sono diversi nuovi membri.
“Se tutti i senatori che ci hanno assicurato il proprio sostegno manterranno l’impegno, il Senato approver‡ il provvedimento”, ha dichiarato il direttore esecutivo della Coalizione del New Mexico per l’Abolizione della Pena Capitale, Viki Elkey.
Un ultimo ostacolo potrebbe essere rappresentato dal governatore Democratico Bill Richardson, sostenitore in passato della pena di morte. Interrogato nel merito questa settimana, il Governatore si Ë limitato a dire “EsaminerÚ la questione”.
Sono due i prigionieri nel braccio della morte del New Mexico, Robert Fry di Farmington e Timothy Allen di Bloomfield, la cui sorte non sarebbe modificata dall’eventuale approvazione del disegno di legge abolizionista. (Fonti: Montgomery Advertiser, 12/02/2009)

OHIO (USA): GOVERNATORE COMMUTA CONDANNA CAPITALE

12 febbraio 2009: il Governatore dell’Ohio Ted Strickland ha commutato la condanna a morte di Jeffrey D. Hill in ergastolo con la possibilit‡ di libert‡ condizionale non prima dei 25 anni. » quanto era stato raccomandato all’unanimit‡ dall’Ohio Parole Board il 6 febbraio.
L’esecuzione di Hill, 44 anni, era fissata al 3 marzo.
L’uomo Ë accusato di aver ucciso la propria madre, Emma Hill, il 23 marzo 1991, e di averla derubata di 100 dollari per acquistare crack. La madre, i fratelli e le sorelle di Emma Hill si sono tutti espressi contro l’esecuzione del nipote.
Il Governatore ha dichiarato: “Sono d’accordo con la razionale raccomandazione che mi Ë stata fatta dal Parole Board, ed ho quindi deciso di commutare la condanna a morte del signor Hill in una condanna da 25 anni all’ergastolo”.
Nei giorni scorsi il Board aveva dichiarato di essere “rimasto impressionato dall’unanimit‡ delle dichiarazioni, estremamente convincenti, dei parenti della vittima”.
Hill Ë il 245_ condannato a morte a ricevere un provvedimento di clemenza dal 1976, l’11_ in Ohio.
Nel 2003, 171 provvedimenti di clemenza sono stati emessi dall’allora Governatore dell’Illinois George Ryan. (Fonti: Columbus Dispatch, 12/02/2009)


MONTANA (USA): SENATO APPROVA DDL ABOLIZIONISTA

17 febbraio 2009: il Senato del Montana ha approvato con 27 voti favorevoli e 23 contrari il disegno di legge SB 236, che abolisce la pena di morte nello stato. Il ddl abolizionista passa ora all’esame della Camera statale. I Senatori Democratici e Repubblicani hanno votato rispettivamente a favore e contro il disegno di legge presentato dal senatore Democratico Dave Wanzenried, fatta eccezione per sei Repubblicani che hanno votato a favore e due Democratici contrari.
Se anche la Camera dovesse approvare il provvedimento, la pena di morte sarebbe sostituita in Montana dall’ergastolo senza condizionale. (Fonti: queencitynews.com, 19/02/2009)


TEXAS (USA): IMPEDI’ ULTIMO APPELLO, GIUDICE ACCUSATA DI CATTIVA CONDOTTA

19 febbraio 2009: una Commissione che in Texas supervisiona la condotta dei giudici ha formalizzato sette capi d’accusa per cattiva condotta nei confronti della giudice Sharon Keller, che potrebbe cosÏ essere rimossa dal suo incarico.
Il 25 settembre 2007, la giudice presidente della Corte d’Appello Keller impedÏ la presentazione di un appello da parte del condannato a morte Michael Richard, rifiutandosi di tenere aperto l’ufficio alcuni minuti oltre il normale orario, nonostante le richieste in tal senso degli avvocati difensori, che per un guasto ai computer non riuscivano ad inoltrare il ricorso.
Richard venne giustiziato poche ore dopo mediante iniezione letale, per l’omicidio di una donna avvenuto nei pressi di Houston.
Un Commissario Speciale decider‡ ora se archiviare o far proseguire l’accusa della Texas Commission on Judicial Conduct.
La Commissione stessa potrebbe disporre la rimozione della Keller dal suo incarico, decisione che poi dovrebbe essere eventualmente confermata da una commissione ulteriore composta da 7 giudici della Corte d’Appello. L’atto d’accusa contro la Keller era stato sottoscritto da pi_ di 300 avvocati. (Fonti: Houston Chronicle, Dallas Morning News, 19/02/2009)

USA: PENA DI MORTE TROPPO COSTOSA, DIVERSI STATI VALUTANO ABOLIZIONE

25 febbraio 2009: in questi tempi di crisi economica generale, gli alti costi legati alla pena di morte potrebbero portare diversi Stati Usa alla sua abolizione.
Tra gli ultimi a ribadire la "non economicit‡" della pena capitale in tempi di crisi Ë stato il governatore del Maryland, il Democratico Martin O'Malley, che nei giorni scorsi ha spiegato come ´Condannare a morte un omicida costa tre volte tanto che condannarlo al carcereª.
Cattolico Democratico da sempre contrario alla pena di morte, O’ Malley ha citato uno studio dello Urban istitute su 1.227 casi di omicidi commessi nel Maryland dal 1978 al 1999, dopo che negli Stati Uniti Ë stata riammessa la pena di morte, abolita in precedenza dalla Corte Suprema. Secondo l’Urban Institute, le condanne di un assassino alla detenzione costarono in media 1 milione 100 mila dollari l’una; le condanne a morte richieste dal Pubblico ministero ma respinte dalla Corte costarono 1 milione 800 mila dollari e le condanne a morte ottenute costarono oltre 3 milioni di dollari. ´Quando vi Ë di mezzo la sentenza capitaleª ha osservato il Governatore ´i processi, i ricorsi, la sorveglianza in carcere, tutto si moltiplica e diventa molto pi_ caroª.
Attualmente, la pena di morte Ë prevista in 36 dei 50 stati americani. Ma oltre che in Maryland, anche in Colorado, Kansas, Montana, Nebraska, New Hampshire e Nuovo Messico governatori e parlamenti locali hanno presentato dei disegni di legge per la sua abolizione.
Bill Richardson, il governatore del Nuovo Messico, ha dichiarato che se dopo la Camera anche il Senato voter‡ sÏ, firmer‡ subito la messa al bando delle sentenze capitali. ´In questa era di austerit‡ bisogna risparmiareª ha detto. Richardson ha ammesso che vi sono anche altri motivi per cambiare la legge: ´Il pi_ grave Ë che a volte sono stati condannati a morte degli innocentiª.
Nel Kansas, la senatrice Carolyn McGinn, una Repubblicana, ha proposto che la pena di morte venga abolita a luglio ´perchÈ il bilancio statale Ë in deficit e risparmieremmo mezzo milione di dollari per ogni condannatoª. (Fonti: Apcom, 25/02/2009)

TEXAS (USA): GIUSTIZIATO DOPO 11 ANNI NEL BRACCIO DELLA MORTE

15 aprile 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale in Texas, dopo aver trascorso 11 anni nel braccio della morte.
Michael Rosales, 35 anni, Ë morto alle 18:17, otto minuti dopo che le sostanze letali gli sono state iniettate.
Era stato condannato a morte per l’omicidio di Mary Felder, 67 anni, commesso nel 1997.
Si tratta del 13_ prigioniero giustiziato in Texas dall’inizio dell’anno.
Rosales aveva confessato di essersi introdotto nell’abitazione della donna in cerca di soldi e, una volta scoperto, di aver ucciso la vittima con dei coltelli trovati in cucina.
L’uomo, che all’epoca si trovava in libert‡ condizionata, commise l’omicidio sotto l’effetto di cocaina.
Mentre tre fratelli di Rosales hanno assistito alla sua esecuzione, nessun parente o amico della Felder era presente.
Circa 90 minuti prima dell’esecuzione, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di sospensione dell’iniezione letale, circostanza che avrebbe consentito agli avvocati di Rosales di meglio preparare una richiesta di grazia alle autorit‡ texane e di sostenere ancora la tesi del ritardo mentale, che lo avrebbe reso non giustiziabile.
Le autorit‡ statali hanno da parte loro detto che il termine per la presentazione della domanda di grazia era scaduto, aggiungendo che la possibilit‡ di ritardo mentale era stata gi‡ esaminata e respinta dalle corti d’appello, compresa la corte federale che fermÚ l’esecuzione di Rosales nel 2004. (Fonti: AP, 15/04/2009)

COLORADO (USA): SI’ CAMERA AD ABOLIZIONE PENA CAPITALE

15 aprile 2009: la Camera del Colorado ha approvato in via preliminare il disegno di legge HB 1274 che abolirebbe la pena di morte, deviando i fondi che verrebbero cosÏ risparmiati verso i “casi freddi”, ossia gli oltre 1400 omicidi ancora irrisolti.
Il Colorado ha compiuto una sola esecuzione negli ultimi 40 anni, ha solo due persone nel braccio della morte, e una mezza dozzina di casi ancora aperti che potrebbero eventualmente portare a una condanna a morte.
Il capogruppo della maggioranza alla Camera, il democratico Paul Weissmann ha ricordato l’ultimo processo capitale che si Ë tenuto in Colorado, quello contro Jose Luis Rubi-Nava, accusato di aver ucciso la fidanzata. Istituire un processo capitale costÚ allo stato 1,4 milioni di dollari, poi l’uomo si dichiarÚ colpevole, e venne condannato all’ergastolo. Il costo dello stesso processo, se la pubblica accusa non avesse puntato sulla pena di morte, sarebbe stato di 70.000 dollari, una cifra 20 volte inferiore. Risparmiare questo denaro, sostiene Weissmann, consentirebbe di riaprire molti casi che giacciono archiviati dagli anni ’70, una cosa che darebbe molto pi_ sollievo alle vittime dei reati che non l’ottenimento sporadico di qualche altra condanna a morte.
Il deputato repubblicano Jim Kerr sostiene, al contrario, che sia proprio il rischio di venir condannati a morte che induce i criminali a confessare per cercare di ottenere un accordo con la pubblica accusa.
La Camera dovr‡ rivotare lo stesso ddl prima che venga poi passato al Senato. (Fonti: Associated Press, 15/04/2009)

NEBRASKA (USA): DALLA SEDIA ELETTRICA ALL'INIEZIONE LETALE

28 maggio 2009: il Nebraska ha oggi formalmente abolito la sedia elettrica. Il Parlamento unicamerale ha approvato stamattina, con un voto 34-12, il disegno di legge LB 36 che abolisce la sedia elettrica e fissa come metodo di esecuzione l’iniezione letale. Nel pomeriggio il governatore Dave Heineman ha ratificato la legge, che entrer‡ in vigore il 1_ settembre.
Il prossimo passaggio sar‡ l’elaborazione, da parte del Department of Correctional Services, di un protocollo per l’iniezione letale.
Il protocollo dovr‡ poi essere approvato sia in sede politica che giudiziaria.
Secondo l’Attorney General Jon Bruning passeranno circa 3 anni prima che si possa chiedere di fissare la data per l’esecuzione di una delle 11 persone nel braccio della morte dello Stato.
L’8 febbraio 2008 la Corte Suprema del Nebraska aveva dichiarata incostituzionale la sedia elettrica.
Il Nebraska era l’unico stato dove la sedia elettrica era ancora in vigore come metodo principale di esecuzione. L’ultima esecuzione nello Stato risale al 1997. (Fonti: Associated Press, 28/05/2009)

CONNECTICUT (USA): VETO GOVERNATRICE SU ABOLIZIONE PENA CAPITALE

22 maggio 2009: la governatrice del Connecticut M. Jodi Rell ha annunciato che intende porre il veto sulla legge appena approvata dal Senato, che avrebbe abolito la pena di morte.
“Apprezzo le opinioni appassionate delle persone pro e contro la pena di morte. Comprendo pienamente le preoccupazioni e i sentimenti di coloro che vorrebbero che la pena di morte in Connecticut venisse abolita, ma comprendo anche l’angoscia e l’indignazione dei familiari delle vittime che credono, come credo anch’io, che certi crimini siano cosÏ odiosi e cosÏ fondamentalmente rivoltanti per il nostro senso di umanit‡, da meritare la pena di morte”.
Per superare il veto del Governatore il Parlamento dovrebbe rivotare la legge con una maggioranza dei 2/3, circostanza che non sembra essere possibile. La legge era passata 90-56 alla Camera, e 19-17 al Senato. (Fonti: Hartford Courant, WINS News, Associated Press, 22/05/2009)

TEXAS (USA): GIUSTIZIATO PER OMICIDIO COMMESSO 23 ANNI FA

19 maggio 2009: un uomo di 51 anni Ë stato giustiziato nel carcere texano di Huntsville per un omicidio commesso 23 anni fa.
Si tratta di Michael Lynn Riley, riconosciuto colpevole di aver ucciso a coltellate la commessa di un negozio, Wynona Lynn Harris, 23 anni, nel corso di una rapina avvenuta nella cittadina di Quitman, ad est di Dallas, il 1_ febbraio 1986.
Una prima condanna a morte di Riley fu annullata per errori nella selezione della giuria, tuttavia nel settembre 1995, in un secondo processo, fu nuovamente condannato a morte.
Nel settembre 2007 fu stabilita la sua sanit‡ mentale, dopo che gli avvocati difensori avevano sostenuto che fosse psichicamente disturbato e quindi non giustiziabile, secondo quanto stabilito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Riley Ë il 15esimo prigioniero giustiziato dall’inizio dell’anno in Texas, Stato che dal 1976 – anno in cui la Corte Suprema Usa ha riammesso la pena capitale – ha messo a morte 438 persone.
Prima di subire l’iniezione letale, Riley ha ripetutamente chiesto perdono ai familiari della vittima. (Fonti: ANSA, Afp, 20/05/2009)
USA: DUE ESECUZIONI IN ALABAMA E OKLAHOMA

14 maggio 2009: due prigionieri sono stati messi a morte mediante iniezione letale in Alabama e Oklahoma.
Il primo, Willie McNair, 44 anni, Ë stato giustiziato in Alabama per aver ucciso a coltellate Ella Foy Riley, 68 anni, nel 1990.
I sei figli della vittima hanno assistito all'esecuzione della condanna. Si tratta della quarta persona messa a morte quest’anno in Alabama.
In Oklahoma Ë stato giustiziato Donald Lee Gilson, 48 anni, per l’omicidio di Shane Coffman, otto anni, figlio della sua fidanzata. Prima di essere sottoposto all’iniezione letale, l’uomo ha proclamato di nuovo la sua innocenza. Era stato condannato a morte per aver ucciso a percosse il bambino, nel 1995.
Si tratta della seconda esecuzione in Oklahoma di quest'anno. (Fonti: Apcom 14/05/2009)

SOUTH CAROLINA (USA): GIUSTIZIATO PER OMICIDIO POLIZIOTTO

8 maggio 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale in South Carolina per l’omicidio di un poliziotto, commesso nel 1993 all’et‡ di 18 anni.
Thomas Ivey, 34enne originario dell’Alabama, era stato condannato a morte per l’omicidio con arma da fuoco di Tommy Harrison, 38 anni, sergente di Orangeburg.
Lo stesso Ivey era stato condannato a morte anche per l’omicidio di un uomo d’affari del South Carolina, commesso alcuni giorni prima di quello del poliziotto.
Si tratta della 42esima persona messa a morte in South Carolina da quando nel 1976 lo stato ha reintrodotto la pena di morte. (Fonti: Ap, Ansa, 08/05/2009)

NEW MEXICO (USA): PENA DI MORTE ABOLITA

18 marzo 2009: il Governatore Bill Richardson ha firmato la legge di abolizione della pena di morte in New Mexico.
Richardson, un Democratico che in passato era stato Ministro dell’Energia nel gabinetto del Presidente Clinton, recentemente aveva dichiarato di aver “ammorbidito” la sua posizione sulla pena di morte. Nella conferenza stampa in cui ha illustrato la ratifica della nuova legge, che sostituisce la pena di morte con l’ergastolo senza condizionale, ha spiegato perchÈ, a differenza del passato, non Ë pi_ favorevole alla pena di morte: “Firmare questa legge Ë stata la decisione pi_ difficile della mia vita politica, ma ho dovuto prendere atto che la possibilit‡ che un innocente venga giustiziato esiste, e una cosa del genere Ë un anatema per la nostra sensibilit‡ di esseri umani”. Richardson ha poi spiegato di aver voluto prima visitare il braccio della morte, dove Ë rimasto colpito dall’alta percentuale di detenuti appartenenti a minoranze etniche, di aver visitato la “camera della morte”, e di aver poi visitato il reparto di massima sicurezza dove verrebbero messi i condannati all’ergastolo senza condizionale: “La mia conclusione Ë che quelle celle sono se possibile ancora peggiori della morte. Credo sia una giusta punizione”.

“Di fronte al fatto che il nostro sistema che porta alle condanne a morte non Ë e non potr‡ mai essere perfetto, la mia coscienza mi impone di sostituirla con una soluzione che garantisca la salvaguardia della societ‡.
Il Senato ha approvato il disegno di legge il 13 marzo con una votazione 24-18, la Camera lo aveva approvato l’11 febbraio. La legge vieta nuove condanne a morte dal 1_ luglio, ma non ha valore retroattivo, e non si applica quindi ai due detenuti del braccio della morte del New Mexico. Lo stato ha effettuato una sola esecuzione negli ultimi 49 anni, quella di Terry Clark, il 6 novembre 2001
Su Richardson, perchÈ controfirmasse la legge, avevano fatto pressione nelle scorse settimane la Conferenza statunitense dei Vescovi Cattolici, l’ex Presidente Jmmy Carter, e la Vice Governatrice Diane Denish. Richardson ha anche detto che dopo aver sollecitato i cittadini a contattare gli uffici del Governatore per esprimere una opinione, ha avuto 12.000 contatti, oltre æ dei quali erano favorevoli all’abolizione. Parere contrario avevano invece espresso i procuratori distrettuali, che ritengono utile avere la possibilit‡ di prospettare agli imputati la possibilit‡ di una condanna a morte, e l’Associazione degli Sceriffi e della Polizia, che ritiene che la pena di morte trattenga la gente dal commettere crimini contro i tutori dell’ordine.

Richardson, ricordando di essere stato prima un deputato a Washington, e poi un Ministro, ha anche rilevato che l’uso della pena di morte ha implicazioni negative anche dal punto di vista della politica estera, sia per l’alto numero di minoranze etniche nei bracci della morte, sia perchÈ, comunque, non Ë un buon segno di leadership morale”.
(Fonti: Reuters, Associated Press, 18/03/2009)

GEORGIA (USA): CORTE D’APPELLO FEDERALE RESPINGE RICORSO TROY DAVIS

17 aprile 2009: negandogli la possibilit‡ di un nuovo processo, la Corte d’Appello dell’11_ Circuito di Atlanta, in Georgia, ha respinto 2-1 il ricorso di Troy Davis, 40 anni, nero, accusato dell’uccisione di un poliziotto bianco nel 1989.
Si tratta di una vicenda complessa, riassumibile nel fatto che quasi tutti i testimoni nel frattempo hanno ritrattato le accuse contro Davis, indicando invece un’altra persona come colpevole, ma i ricorsi basati su queste novit‡ emerse recentemente sono stati respinti in base a problemi di forma, che sembrano impedire un vero riesame della vicenda.
Davis Ë stato condannato a morte nel 1991 per l’omicidio del poliziotto Mark Allen MacPhail avvenuto il 19 agosto 1989 durante una rissa.
Secondo i suoi difensori, sarebbe stato “incastrato” dai colleghi della vittima. L’arma del delitto non Ë mai stata ritrovata, nÈ altre prove “fisiche” collegavano Davis all’omicidio. Una serie di testimoni oculari, alcuni poliziotti e 9 “civili”, avevano identificato Davis, il quale, dopo aver a lungo proclamato la sua innocenza, alla fine del processo aveva confessato, nella speranza, ha in seguito spiegato, di ottenere almeno l’attenuante sufficiente a non essere condannato a morte. Dopo il processo la sorella di Davis, Martina Correia, ha ricontattato i testimoni “civili”, e tra il 1999 e il 2003 ha ottenuto da 7 di loro una deposizione giurata in cui ritrattano la testimonianza, spesso sostenendo di essere stati “forzati” dalla polizia. Altri 3 testimoni non ascoltati all’epoca del processo hanno invece testimoniato sotto giuramento di aver ricevuto confidenze da una persona che potrebbe essere la vera colpevole dell’omicidio.
I nuovi testimoni indicano come probabile responsabile Sylvester “Red” Coles, che Ë bianco, e soprattutto Ë uno dei due testimoni oculari che non hanno ritrattato. Queste testimonianze sono state usate per dei ricorsi davanti alla Corte di stato, alla Corte Suprema di stato, e alla Corte d’Appello dell’11_ Circuito. I ricorsi sono stati tutti respinti per questioni procedurali, sostenendo sostanzialmente che c’erano dei difetti di procedura nei tempi e nei modi in cui le nuove testimonianza sono state raccolte e presentate, e che si trattava inoltre di ricorsi incentrate su parti del processo contro il quale l’imputato aveva gi‡ fatto ricorso in precedenza. A parziale spiegazione dell’impasse procedurale c’Ë l’entrata in vigore, nel 1996, dell’Antiterrorism and Effective Death Penalty Act (anche conosciuta come AEDPA), una serie di leggi speciali emanate dal Parlamento Usa dopo l’attentato di Oklahoma City e ratificate dal presidente Clinton. Per adeguarsi a quelle leggi la Georgia emanÚ subito dopo leggi simili, che pongono molti limiti ai ricorsi che possono essere presentati da chi Ë condannato per reati capitali.
Il sommarsi della legge federale e della legge nazionale ha fin qui portato sia la corte Suprema di Stato che la Corte Suprema degli Stati Uniti a bocciare i ricorsi di incostituzionalit‡ presentati dai difensori di Davis. Uno dei tre giudici che ha discusso il caso di Davis oggi ha voluto formalizzare il proprio dissenso.
La giudice Rosemary Barkett, votando contro il rigetto del ricorso, ha scritto: “Il concetto di punire un imputato innocente con la pena di morte semplicemente perchÈ non ha presentato i suoi ricorsi in maniera adeguata Ë draconiano.
In quei casi in cui un imputato puÚ presentare elementi concreti di quello che potrebbe essere un reale caso di innocenza non ci si puÚ rifare ad una applicazione inflessibile dell’Effective Death Penalty Act, e dovrebbe essergli consentito di presentare una seconda serie di ricorsi, ed anche serie successive”.
Solidariet‡ a Davis negli ultimi anni Ë stata espressa dall’ex presidente Jimmy Carter, da Desmon Tutu, dal Parlamento Europeo, dal Partito Radicale Nonviolento. (Fonti: Associated Press, 17/04/2009)
Altre news:

VIRGINIA (USA): ‘NO’ DEL GOVERNATORE AD ESPANSIONE PENA CAPITALE

27 marzo 2009: il Governatore Timothy M. Kaine ha posto il veto sulle tre leggi che in Virginia avrebbero espanso la pena di morte.
Le tre leggi prevedono la pena di morte anche per i complici di chi abbia materialmente ucciso una vittima (la cosiddetta "Triggerman rule"), per chi uccide poliziotti ausiliari e per chi uccide vigili del fuoco in servizio.
» il terzo anno di seguito che il Governatore pone il veto sulla “Triggerman rule”.
Commentando la sua decisione, Kaine ha dichiarato: “Credo che i reati a cui si riferiscono queste leggi siano cose molto serie, ma non credo che un’ulteriore espansione della pena di morte sia necessaria per proteggere la vita umana”.
La Virginia Ë uno dei pochi stati Usa, tra i 35 in cui Ë in vigore la pena di morte, che non consente di condannare a morte i complici di un omicidio se non sono materialmente gli assassini.
La legge sulla “Triggerman rule” Ë stata approvata dal parlamento con una maggioranza esigua, che non lascia prevedere la possibilit‡ di un nuovo voto che annulli il veto del Governatore.
Le leggi sull’omicidio di vigili del fuoco o poliziotti ausiliari invece erano passate ad ampia maggioranza, e nella sessione dell’8 aprile il Parlamento potrebbe annullare il veto del Governatore. (Fonti: Associated Press, Washington Post, 27/03/2009)

OHIO (USA): SECONDA ESECUZIONE DA INIZIO ANNO

14 luglio 2009: un uomo Ë stato giustiziato mediante iniezione letale nel carcere di Lucasville, in Ohio, per un omicidio commesso nel 1991.
Si tratta di John Fautenberry, 45enne camionista originario dell’Oregon, riconosciuto colpevole dell’omicidio di un uomo di Cincinnati, Joseph Daron Jr., che gli aveva dato un passaggio in auto, il 17 febbraio 1991.
Fautenberry aveva confessato altri quattro omicidi, commessi in Alaska, Oregon e New Jersey sul finire del 1990 e nei primi mesi del 1991.
Si tratta della seconda esecuzione effettuata in Ohio dall’inizio dell’anno.
Sono 30 le persone messe a morte in Ohio dal 1999, anno in cui lo Stato ha reintrodotto la pena capitale. (Fonti: AP, 14/07/2009)


TEXAS: PROBABILE INNOCENTE GIUSTIZIATO CINQUE ANNI FA

31 agosto 2009: nuove indagini confermano che Cameron Todd Willingham, giustiziato il 17 febbraio 2004, molto probabilmente era innocente. In un lungo articolo comparso oggi sulla prestigiosa rivista New Yorker, il giornalista David Grann smonta punto per punto tutte le prove che avevano portato alla condanna a morte di Willingham, soprattutto le prove scientifiche.
Willingham era accusato di aver dato fuoco alla propria abitazione il 23 dicembre 1991, uccidendo cosÏ le proprie 3 figlie, Amber Kuykendall di 2 anni, e le gemelle Kameron e Karmen Willingham di 1 anno.
Cinque famosi esperti che da allora hanno riesaminato i rilievi scientifici hanno tutti concordemente concluso che non c’Ë nessuna prova che l’incendio fosse stato di origine dolosa, mentre tutti gli elementi sembrano concordare per l’origine accidentale del fuoco. Anche tutti gli altri elementi del processo, gli indizi, le testimonianze e le testimonianze di informatori della polizia risultano, alla luce del riesame delle prove scientifiche, praticamente azzerate.
Secondo l’articolo del New Yorker, da quando negli Usa le esecuzioni sono riprese nel 1976, questo Ë il caso che con maggiore forza testimonia il rischio che anche degli innocenti possano essere stati giustiziati. Willingham si Ë sempre dichiarato innocente, ha sempre respinto gli accordi proposti dalla pubblica accusa di dichiararsi colpevole in cambio di una condanna all’ergastolo, e anche una volta legato al lettino dell’iniezione letale ha ribadito la sua innocenza.
L’articolo del New Yorker, costato mesi di indagini e approfondimenti, Ë uscito una settimana dopo che una relazione scientifica redatta dall’esperto di incendi Craig L. Beyler Ë stata presentata alla Texas Forensic Science Commission, la commissione che deve valutare gli standard delle prove scientifiche utilizzate nelle indagini e nei processi. Nella sua relazione Beyler sostiene che le perizie allegate al processo dimostravano “scarsa comprensione dei meccanismi scientifici del fuoco e degli incendi”, e che “non poteva essere sostenuta l’ipotesi di un incendio volontario”. La Commissione esaminer‡ la relazione di Beyler e pubblicher‡ una sua propria relazione, dovendo rispondere alle accuse che la parte scientifica del processo sia stata assolutamente inadeguata.
I dirigenti di Innocence Project, una importante associazione statunitense per i diritti dei detenuti, ribadisce che alla luce delle nuove perizie nulla del processo originario sembra oggi confermato. I dirigenti della Texas Coalition to Abolish the Death Penalty, un’altra importante organizzazione abolizionista, hanno dichiarato che se Willingham fosse stato inquisito oggi non sarebbe stato rinviato a giudizio, e men che mai sarebbe stato dichiarato colpevole e condannato a morte. (Fonti: Texas Coalition to Abolish the Death Penalty, The New Yorker, New York Times, Marshall News Messenger, Dallas Morning News, 31/08/2009)

TEXAS (USA): 18_ GIUSTIZIATO NELLO STATO DA INIZIO ANNO

22 settembre 2009: un afroamericano di 37 anni, Christopher Coleman, e' stato giustiziato in Texas mediante iniezione letale dopo essere stato riconosciuto colpevole di tre omicidi, avvenuti il 14 dicembre 1995 a Houston, in un contesto di spaccio di droga.
Le vittime furono: Hurtado Heinar Prado, Jose Garcia, e un bambino di 3 anni, Danny Giraldo, la cui madre, sopravvissuta, aveva poi accusato Coleman di essere il killer.
Gli avvocati dell'uomo hanno invano sostenuto in appello che la donna avesse reso una testimonianza falsa.
Pur ammettendo di essere stato presente sul luogo degli omicidi, Coleman aveva negato di esserne l'autore. Due suoi coimputati, Enrique Andrade Mosquera e Derrick Graham, sono stati condannati all’ergastolo.
Coleman diventa il 18_ giustiziato di quest’anno in Texas, il 441_ da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 39_ dell’anno negli USA, e il giustiziato n_ 11757 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni. (Fonti: ANSA-AFP, Houston Chronicle & Rick Halperin, 22/09/2009)

SOUTH CAROLINA (USA): PERDONO POSTUMO PER DUE GIUSTIZIATI NEL 1915

14 ottobre 2009: il Department of Probation, Parole and Pardon Services del South Carolina ha votato all’unanimit‡ (7-0) il provvedimento di perdono nei confronti di Thomas Griffin e Meeks Griffin, due fratelli di colore giustiziati nel 1915.
E’ la prima volta che in South Carolina viene emesso un provvedimento di clemenza “postumo” su una condanna a morte, una procedura che in pratica equivale alla riabilitazione. I fratelli Griffin, neri, erano stati accusati di aver ucciso un uomo bianco di 73 anni, John Q. Lewis, un veterano della guerra civile combattuta dalla parte confederale. All’evento di oggi si Ë arrivati quasi per caso.
Un noto conduttore radiofonico, Tom Joyner, pronipote dei fratelli Griffin, ha appreso recentemente, durante una delle sue trasmissioni radiofoniche, la sorte dei prozii. Dopo lo shock iniziale, e grazie all’interessamento di alcuni investigatori e degli ascoltatori della sua trasmissione, Ë riuscito a ricostruire il quadro indiziario. L’ucciso aveva una relazione con una giovane donna di colore sposata, Anna Davis, il cui marito fu il primo sospettato dell’omicidio. Secondo le recenti investigazioni, lo sceriffo potrebbe aver preferito abbandonare la pista per non aprire una pagina imbarazzante per tutti.
Le indagini hanno poi condotto a Monk Stevenson, il quale testimoniÚ contro i fratelli Griffin e altri due uomini di colore ottenendone in cambio una condanna all’ergastolo e non a morte. In seguito in carcere Stevenson avrebbe confidato di aver accusato ingiustamente i Griffin, ma di averlo fatto perchÈ, possidenti terrieri, li riteneva abbastanza facoltosi da potersi permettere bravi avvocati difensori ed essere assolti.
I fratelli Griffin e gli altri due imputati, Nelson Brice and John Crosby, dopo un processo durato solo 4 giorni, furono tutti giustiziati sulla sedia elettrica il 29 settembre 1915. Alla notizia di oggi il pronipote Joyner ha commentato: “Questo Ë bene per la comunit‡. Questo Ë bene per la nazione. Ogni volta che si puÚ rimediare ad un atto di razzismo Ë un passo in avanti”. “Abbiamo avuto l’impressione di partecipare ad un evento storico, c’era molta emozione nell’aria” ha detto Peter O'Boyle, portavoce del Department of Probation, Parole and Pardon Services.
Un membro di colore del Board, Dwayne Green, ha aggiunto di aver ammirato Joyner per aver chiesto il provvedimento di clemenza: “non ha fatto del bene solo alla sua famiglia, ma all’intero popolo del South Carolina. Non esistono limiti di tempo quando si tratta di fare la cosa giusta, e molte cose positive possono scaturire da questa pubblica esibizione di compassione da parte dello Stato”.
Green ha aggiunto che il voto all’unanimit‡ Ë stato una gran soddisfazione, ed Ë una grande opportunit‡ per mostrare quanto Ë cambiato il South Carolina. » vero che i cambiamenti avvengono lentamente, ma poi ci sono risultati improvvisi come questo che danno a tutti un segnale positivo”.

USA: NO PENA DI MORTE PER TANZANIANO ACCUSATO DI TERRORISMO

6 ottobre 2009: il governo degli Stati Uniti ha deciso di non chiedere la condanna a morte di un cittadino tanzaniano detenuto nella base di Guantanamo in relazione a due attentati contro ambasciate statunitensi in Africa nel 1998.
Il ministro della giustizia Usa Eric Holder ha incaricato i pubblici ministeri di non chiedere la pena capitale quando, nel settembre 2010, Ahmed Ghailani comparir‡ davanti al giudice Lewis A. Kaplan.
La giustizia statunitense sospetta Ghailani di essere un fabbricante di bombe, un falsario e un collaboratore di Osama bin Laden. I due attentati contro le ambasciate in Tanzania e in Kenia causarono 224 morti, dodici dei quali americani. Il sospetto, catturato in Pakistan nel 2004 e rinchiuso a Guantanamo dal 2006, Ë stato trasferito negli Stati Uniti nel giugno scorso. E' il primo detenuto del centro di Guantanamo a essere giudicato in territorio statunitense. (Fonti: Ap, 06/10/2009)

OHIO (USA): ESECUZIONI RINVIATE PER DUBBI SU INIEZIONE LETALE

5 ottobre 2009: il governatore dell’Ohio, il Democratico Ted Strickland, ha rimandato le esecuzioni di due prigionieri, Lawrence Reynolds Jr. e Darryl Durr, dopo che alcune ore prima una corte d’appello federale aveva fermato l’iniezione letale di Reynolds, la cui esecuzione era fissata per l’8 ottobre.
La corte d’appello federale ha detto esserci dubbi sulle procedure adottate nello Stato per praticare le iniezioni letali e sulla competenza degli addetti per quanto riguarda la loro applicazione.
Strickland ha posticipato l’esecuzione di Reynolds al 9 marzo e quella di Durr al 20 aprile.
Le decisioni della corte e del Governatore, che ha ordinato la revisione delle procedure relative all’iniezione letale usate nello Stato, prendono origine dal maldestro tentativo di esecuzione, avvenuto il 15 settembre, del detenuto Romell Broom. In quella circostanza gli addetti non sono riusciti a trovare, in pi_ di due ore, le vene adatte per poter iniettare le sostanze letali.
Gli avvocati di Broom, il 30 novembre sosterranno in una corte federale che un secondo tentativo di esecuzione violerebbe il divieto costituzionale di punizioni “crudeli e inusuali”.
Broom potrebbe evitare definitivamente la pena di morte se i giudici accoglieranno le richieste dei suoi difensori. (Fonti: Usatoday.com, 05/10/2009)


Reginald Blanton
TEXAS (USA): GIUSTIZIATO REGINALD BLANTON

27 ottobre 2009: Reginald Blanton, nero di 28 anni, Ë stato giustiziato in Texas mediante iniezione letale. Era accusato di aver ucciso a scopo di rapina, il 13 aprile 2000, un suo conoscente, Carlos Garza, 22 anni.
Blanton si Ë dichiarato innocente fino all’ultimo momento.
Contro di lui, che al momento dell’omicidio aveva 18 anni, aveva testimoniato il fratello gemello, e al processo era stato proiettato il video di una telecamera di sorveglianza di un banco dei pegni che lo mostrava, 20 minuti dopo l’omicidio, intento a vendere alcuni oggetti d’oro appartenenti alla vittima.
Blanton diventa il 19_ giustiziato di quest’anno in Texas, il 442_ da quando il Texas ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 42_ dell’anno negli USA, e il giustiziato n_ 1178 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni. (Fonti: Associated Press & Rick Halperin, 27/10/2009)

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